Esposto AGCM contro FitUP: AECI segnala Veneno e le finanziarie
10 luglio 2026
Un esposto AGCM su vasta scala, il primo passo concreto per portare all'attenzione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato una vicenda che ha coinvolto decine di consumatori: è quanto ha depositato A.E.C.I. – Associazione Europea Consumatori Indipendenti, nei confronti di Veneno S.r.l., società titolare del marchio FitUP e gestore del centro sportivo di Ponsacco, e delle società finanziarie che avevano erogato i finanziamenti collegati ai contratti di abbonamento. La segnalazione, formalizzata ai sensi dell'articolo 27 del Codice del Consumo, riguarda novantadue casi accertati e documentati, tutti riconducibili alla medesima sequenza di eventi.
Il caso FitUP di Ponsacco
I fatti alla base dell'esposto sono lineari quanto gravi. Tra agosto e ottobre 2025 numerosi consumatori sottoscrivevano, presso il centro FitUP di Ponsacco, contratti di abbonamento pluriennale, pagati mediante finanziamenti a rate stipulati contestualmente con Personal Credit S.p.A., i cui crediti sono stati in parte ceduti successivamente a Sella Personal Credit S.p.A., mentre altri contratti facevano capo a Qomodo S.p.A. o a Cofidis S.p.A.. Il centro veniva poi chiuso al pubblico per effetto di ordinanze comunali e provvedimenti delle autorità competenti, rendendo di fatto impossibile la fruizione del servizio per una causa non imputabile agli iscritti. Nonostante ciò, i finanziamenti sono rimasti attivi e i consumatori hanno continuato a subire l'addebito delle rate per un abbonamento che non potevano più utilizzare.
Diffide rimaste senza esito
Prima di rivolgersi all'Autorità, A.E.C.I. ha tentato la via stragiudiziale, inviando per conto dei singoli assistiti formali diffide e messe in mora a Veneno S.r.l. e alle rispettive società finanziarie, chiedendo la risoluzione dei contratti di credito collegati e la restituzione delle somme già versate. In tutti i 92 casi le diffide sono rimaste senza riscontro o senza adempimento nei termini assegnati, circostanza che ha reso necessario il passaggio successivo: la segnalazione formale all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, unica strada rimasta per ottenere una risposta sistemica a un problema che, per numero di casi e identità della condotta, non poteva più essere trattato come una serie di episodi isolati.
Cosa chiede AECI all'Autorità
Nell'esposto, A.E.C.I. ha chiesto all'Autorità di aprire un procedimento istruttorio nei confronti di Veneno S.r.l. e delle società finanziarie coinvolte, ciascuna per i rapporti di credito di propria competenza, e di richiedere ai soggetti segnalati l'elenco completo dei consumatori titolari di un finanziamento collegato ancora attivo, così da verificare l'effettiva estensione della pratica contestata. È stata inoltre sollecitata la valutazione di misure cautelari idonee a sospendere l'esigibilità delle rate nei confronti dei consumatori interessati, in ragione del pregiudizio economico in atto e del suo carattere seriale, oltre all'accertamento di una pratica commerciale scorretta, e se del caso aggressiva, ai sensi del Codice del Consumo, con la richiesta di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per le condotte di questo tipo.
Perché il collegamento negoziale è centrale
Il cuore giuridico della vicenda ruota attorno al collegamento negoziale tra il contratto di abbonamento e il contratto di finanziamento. Quando un servizio viene pagato tramite un credito al consumo stipulato in accordo con il fornitore, la normativa prevede che le sorti dei due contratti siano legate: se il servizio non può più essere erogato per causa non imputabile al consumatore, anche il finanziamento collegato deve essere risolto, con obbligo di restituzione delle somme corrisposte. È un principio che tutela chi si trova esattamente nella condizione degli iscritti FitUP, e che né Veneno S.r.l. né le finanziarie coinvolte hanno applicato spontaneamente, nonostante le richieste ricevute.
Un caso che riguarda un numero crescente di consumatori
La scelta di formalizzare l'esposto nasce proprio dalla sistematicità della condotta riscontrata: 92 consumatori, tutti accomunati dalla stessa sequenza di fatti e dalle stesse controparti contrattuali, rappresentano un numero difficile da liquidare come coincidenza. A.E.C.I. resta a disposizione dell'Autorità per fornire ogni ulteriore elemento istruttorio necessario e continua a raccogliere segnalazioni da parte di chi si trovi in una situazione analoga, relativa al centro FitUP di Ponsacco o a contratti collegati con Personal Credit S.p.A., Sella Personal Credit S.p.A., Qomodo S.p.A. o Cofidis S.p.A.
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