Wizz Air e il check-in “a pagamento”: quando scatta la tassa e come farti rimborsare
12 febbraio 2026
Hai pagato il check-in in aeroporto con Wizz Air? Ecco quando la tariffa è prevista, cosa controllare su sito/app, e come chiedere rimborso e risarcimento se l’informazione era poco chiara.
Check-in Wizz Air: perché ti ritrovi a pagare anche se
“hai già il biglietto”
Con Wizz Air (come con molte low cost) il biglietto “base” è
spesso solo il punto di partenza: il vero prezzo lo scopri pezzo per pezzo. Il
check-in è uno dei punti più scivolosi, perché:
- Il
check-in online è gratuito, ma ha una finestra precisa e può dipendere
dall’acquisto del posto.
- Se
arrivi in aeroporto senza aver completato il check-in online nei tempi,
può scattare una tariffa di check-in in aeroporto (di fatto una
“penale” mascherata).
- In
alcuni aeroporti l’online check-in non è disponibile e in quei casi
il check-in in aeroporto viene offerto gratuitamente.
Il punto non è “esiste o non esiste la tariffa” (spesso
esiste davvero, nei documenti e nelle tabelle servizi): il punto è come te
la comunicano e se te la mettono davanti in modo chiaro prima che sia
troppo tardi.
Quando il check-in diventa a pagamento (in pratica)
Succede tipicamente in questi casi:
- Non
hai fatto il check-in online entro la finestra prevista (attenzione:
può essere fino a 3 ore prima della partenza).
- Non
avevi acquistato il posto e quindi il check-in online si apre più
tardi (spesso 24 ore prima).
- Hai
avuto problemi tecnici su app/sito o non riuscivi a completare la
procedura (qui si entra nel terreno “mi devi dimostrare che il problema
non era mio”, quindi servono prove).
- Aeroporto
con regole particolari (dove l’online check-in non c’è e quindi NON
devono farti pagare il desk).
Quando hai solide basi per chiedere rimborso (e anche
risarcimento)
Qui parliamoci chiaro: non sempre ti ridanno i soldi, ma se
vuoi impostare una richiesta seria devi puntare su un concetto semplice: trasparenza.
Hai buone carte se:
- La
tariffa non era evidenziata chiaramente prima dell’acquisto o prima
della scadenza utile del check-in online (informativa “nascosta”, poco
leggibile, o comunicata tardi).
- L’online
check-in non funzionava (bug/app in errore/sito bloccato) e tu hai
prove: screenshot, video, mail di errore, log, timestamp.
- Sei
partito da un aeroporto dove l’online check-in non era disponibile, ma
ti hanno addebitato comunque il desk.
- Hai
pagato per un servizio che in concreto non ti hanno erogato correttamente
(es. ti hanno fatto pagare “check-in” ma di fatto era solo
stampa/assistenza obbligata per una loro procedura).
E il “risarcimento”?
- Minimo:
rimborso della tariffa (danno patrimoniale diretto).
- In
più (se ci sono): spese conseguenti documentabili (es. costi extra
per cambio volo, perdita coincidenze, taxi, pernottamento). Qui serve
scontrino/fattura e nesso causale.
A chi fare reclamo (e perché conviene farlo in modo
ordinato)
- Prima
al vettore (Wizz Air): richiesta scritta, allegati, termini e importi.
- Se
non rispondono o rispondono “no” senza motivare: puoi
segnalare/valutare escalation alle Autorità competenti:
- In
Italia, ENAC gestisce i profili legati ai diritti del passeggero e indica
anche come presentare reclami tramite procedura dedicata.
Nota importante: il Regolamento (CE) 261/2004 riguarda soprattutto cancellazioni, ritardi e negato imbarco. La “tassa check-in” è più spesso un tema di trasparenza commerciale/contrattuale, quindi la partita si gioca su come è stata proposta e comunicata, non solo sul fatto che “stia nelle condizioni”.
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