Decreto energia e bollette: cosa cambia davvero, chi protesta e perché (e la nostra proposta per tagliare i costi “nascosti”)
17 febbraio 2026
Le bollette di luce e gas non sono un semplice “prezzo dell’energia”. Sono un puzzle di voci: energia, rete, oneri di sistema, imposte, bonus, meccanismi di compensazione. Ed è proprio qui che nasce la polemica: il decreto energia/decreto bollette 2026 (in discussione in questi giorni) prova a mettere qualche toppa, ma tra platee ristrette, aiuti una tantum e partite di giro, non tutti lo considerano una risposta all’altezza.
Perché il decreto non convince (anche quando “aiuta”)
Da quello che emerge sulle bozze e dalle ricostruzioni, il
cuore della misura è: un sostegno mirato a chi è già dentro il bonus sociale,
con un contributo straordinario e alcuni interventi più tecnici su
componenti di sistema (più orientati alle imprese).
Il problema è triplo:
- Misura
“una tantum” = sollievo breve.
Se il nodo è strutturale (componenti fisse, oneri, tassazione), un bonus spot è come mettere un cerotto su una perdita d’acqua. - Non
tutti ci entrano.
Se l’aiuto è agganciato al bonus sociale o a paletti ISEE/consumi, una fetta enorme di famiglie resta fuori: quelle “troppo ricche” per i bonus, ma non abbastanza da non sentire le bollette. - Il
vero elefante è la parte non-energia.
In Europa, la quota di tasse e oneri sul prezzo finale è pesante: nel primo semestre 2025 la media UE della quota “taxes and levies” è stata 27,6% (con l’IVA che vale in media 15% del prezzo totale).
Tradotto: anche se il kWh costa meno all’ingrosso, la bolletta non scende in modo proporzionale.
La nostra idea: spostare gli “oneri accessori” dentro la
fiscalità generale (e tagliare la bolletta)
Noi restiamo convinti di una cosa semplice: gli oneri
accessori non dovrebbero stare in bolletta come una tassa “travestita” e
inevitabile. Se una parte di quei costi viene inglobata nella tassazione
generale (quindi gestita in modo trasparente a bilancio), la bolletta
può scendere in modo sensibile, soprattutto per chi consuma poco e per le
famiglie più fragili.
Non è fantascienza: l’Italia stessa discute da tempo di
“fiscalizzazione” di quote di oneri. ARERA, ad esempio, ha formulato una
proposta per porre a carico della fiscalità generale gli oneri legati ai
bonus sociali (dal 2024, come impostazione).
Esempi europei (con effetti concreti)
Germania: via il prelievo in bolletta per finanziare le
rinnovabili (EEG levy).
Dal 1° luglio 2022 i clienti non hanno più pagato in bolletta il
contributo EEG; il finanziamento delle rinnovabili è stato spostato su fondi
pubblici/statali. Risultato: una componente che pesava direttamente sul kWh è
stata tolta dalla bolletta.
Spagna: tagli IVA e altre leve fiscali per attenuare i
picchi.
Nel pieno della crisi, il governo ha ridotto l’IVA sull’elettricità (da 21% a
10% in varie fasi e proroghe). È la prova pratica che toccare la componente
fiscale incide subito sul totale pagato.
Francia: “tariff shield” e tagli/tuning delle imposte
energetiche.
La Francia ha usato per anni una combinazione di scudo tariffario e riduzione
di imposte sull’elettricità per contenere la bolletta.
Morale: quando vuoi far scendere davvero la bolletta, devi
agire sulle voci non-energia. E l’Europa lo ha già fatto, ciascuno a modo
suo.
Perché fiscalizzare gli oneri è più equo (e più “pulito”)
Mettere gli oneri in bolletta è comodo per lo Stato (si
incassano facilmente), ma ha due difetti enormi:
- È
regressivo: pesa di più, in proporzione, su chi ha meno reddito.
- È
opaco: il cittadino vede “costi di sistema” e non capisce cosa sta
pagando e perché.
Con la fiscalità generale, invece:
- la
spesa diventa trasparente (a bilancio),
- puoi
modularla con criteri progressivi,
- e
togli pressione alla bolletta, che dovrebbe riflettere energia + rete,
non diventare il bancomat di tutto.
Cosa chiediamo (chiaro, pratico, misurabile)
- Spostare
progressivamente una quota di oneri (partendo da quelli sociali e
parafiscali) dalla bolletta alla fiscalità generale.
- Ridurre
stabilmente la componente fiscale quando i prezzi esplodono, con
meccanismi automatici (come già visto in altri Paesi UE).
- Trasparenza
vera: in bolletta deve essere immediato distinguere cosa è energia,
cosa è rete, cosa è Stato.
Se la bolletta ti sembra “gonfiata”, non è una
sensazione: si può verificare
Se vuoi, possiamo aiutarti a:
- leggere
le voci (energia / trasporto / oneri / imposte),
- capire
se stai pagando costi anomali,
- impostare
un reclamo o una richiesta di chiarimenti al fornitore.